Trattamento del segnale

I proiettori possono trattare una grande varietà di segnali, che sono trasferiti al proiettore tramite alcune tipologie di connettori, incluso jacks RCA, BNCs, 4-pin mini-DIN (S-video), VGA, and DVI (o HDMI). Questa funzionalità è normalmente disponibile grazie ad una piccola scheda nel proiettore. Alcuni proiettori consentono l'inserimento di schedine esterne per poter gestire i segnali non previsti "di serie".

La "scheda madre", normalmente la più grande presente nel videoproiettore, contiene tutti i circuiti necessari al trattamento dei segnali video.

La parte più importante consiste nella conversione dell'immagine in ingresso dal suo formato originale in un segnale RGB (red, green, blue) della dimensione appropriata e del numero di bit specifico del videoproiettore.

Innanzi tutto, il proiettore deve scegliere da quale dei suoi numerosi ingressi video accetterà i segnali. Il proiettore dirigerà i segnali selezionati a circuiti dedicati. Poiché il proiettore è digitale, i segnali analogici devono essere diretti in primo luogo ai circuiti specializzati, per convertirli in flussi di informazioni digitali prima di essere ulteriormente  trattati. A questo scopo, i segnali S-video e Video Composito sono diretti ad un processore video, parte del decodificatore, mentre i segnali RGB analogici o i segnali (di YPbPr) sono diretti ai convertitori analogico-digitale (ADCs).

L'uso della parola "circuito", non implica necessariamente che i componenti elettronici sono separati. L'evoluzione della tecnologia consente che più e più funzioni siano incluse su pochi circuiti integrati (ICs). Molti proiettori possono usare un grande IC per la maggior parte di cosiddetta elaborazione "front end", con una manciata di ICs più piccoli che la circonda. Ciò contribuisce a mantenere basso sia il costo sia le dimensioni del proiettore.

Le due funzioni di elaborazione video più importanti, che sono inoltre il più difficile da fare bene, sono de-interlacing e resizing ovvero de-interallacciamento e ridimensionamento.

Il de-interlacing è richiesto per le immagini di definizione standard e per le immagini ad alta definizione a 1080 linee (1080i). Per questi formati, le linee dispari e le linee pari sono trasmesse in quadri successivi: il proiettore deve fondere insieme i due quadri per proiettarli sul relativo schermo. Il processo è complicato se c'è movimento fra un quadro e l'altro o se alcuni accoppiamenti di quadro provengono dalla stessa immagine cosa spesso vera per la maggior parte dei trasferimenti da pellicola. Faroudja ha aperto la strada ad alcune delle migliori procedure di de-interlacing. Queste procedure, o simili, ora sono inserite negli ICs da vari fornitori. Quindi, molti proiettori oggi, specialmente quelli progettati per home theatre, eseguono ragionevolmente bene questa funzione.

Il Resizing (Ridimensionamento) è una funzione anch'essa svolta dal processore video, come detto è una procedure complessa e quelle di alta qualità non sono molto diffuse. Il processo adatta il pixel della colonna X e della linea Y in un pixel della colonna C e della  linea L di una tabella, in cui C ed L rappresentano il formato dello schermo del proiettore. Nella maggior parte dei casi, l'obiettivo è di conservare il rapporto base/altezza  dell'immagine (solitamente 16:9 o 4:3) mostrando tutti i relativi pixel, ma questo può essere modificato dalle preferenze dell'utente. In assenza di ridimensionamento, vedremmo l'immagine occupare soltanto una piccola parte dello schermo. Il trattamento del segnale dopo queste prime fasi continua per essere trasferiti ai displays del proiettore dove viene realizzata l'immagine. I circuiti atti allo scopo, generalmente indicati come "panel driver", sono talvolta situati sul circuito stampato principale, a volte su una basetta separata. Gli standards di elaborazione dipendono dalla tecnologia del pannello o disply in uso. Ci sono oggi tre tipi comuni: a cristalli liquidi (LCD), a cristalli liquidi su silicio (LCoS) e Digital Micromirror (DMD). I primi due richiedono che i dati digitali RGB per ogni pixel siano convertiti in tensioni analogiche, per modulare il materiale costituente i cristalli liquidi nei pannelli, una condizione che potrebbe sembrare ironica per un dispositivo "digitale".

Per i DMDs, essendo veri dispositivi digitali, non è richiesta questa conversione digitale/analogico. Tuttavia, per questa stessa ragione, l'elaborazione a questo livello, risulta molto più complicata. Un pixel di DMD può soltanto essere disattivo (pieno-nero) o attivo (pieno-bianco). I livelli di grigio intermedi sono realizzati variando il rapporto temporale attivo-disattivo. Ciò richiede che i dati di un quadro dell'immagine siano trasmessi al DMD in sequenze multiple, ad una frequenza superiore alle migliaia di aggiornamenti al secondo per il singolo pixel. I proiettori che usano soltanto un singolo DMD trasmettono ciascuna delle componenti dell'immagine, rossa, verde e blu una dopo l'altra in sincronismo con una rotella colorata (maggiori informazioni nel seguito).

I proiettori che usano tre DMDs richiedono tre circuiti che funzionano parallelamente; uno per ciascun DMD rosso, verde e blu. Questi circuiti sono posizionati tipicamente sulle piccole basette che sostengono i DMDs all'interno della sorgente luminosa.

è bene precisare, anche se può sembrare evidente, che un proiettore non può funzionare soltanto grazie ai segnali video, ma è necessaria l'alimentazione. Il proiettore è normalmente collegato tramite un cavo alla presa di linea da cui riceve corrente alternata.  Ma la corrente alternata (CA) non può essere usata direttamente dai circuiti d'elaborazione. Deve essere convertita in parecchie tensioni molto più basse per avere della corrente continua (CC), per esempio 3,3 V, 5,0 V e 12 V. Questa è la funzione del gruppo di alimentazione. A seconda del tipo di lampada nel sistema di illuminazione del proiettore, il modulo d'alimentazione può anche generare una tensione supplementare più alta di diverse centinaia volt.

 

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