La lampada è il componente primario del sistema di illuminazione. È
situata solitamente dietro un portello laterale, nella parte anteriore,
o nella parte posteriore del proiettore. Deve essere accessibile
dall'utente perché le lampade non durano per sempre; quelle tipiche dei
proiettori per home-Theatre devono essere sostituite ogni mille o
duemila ore (una durata maggiore si ottiene utilizzando l'opzione
economy del proiettore quando prevista). Ci possono essere anche due
lampade; possono essere utilizzabili insieme o una può entrare in
funzione quando l'altra si esaurisce. La maggior parte dei proiettori ad
uso domestico utilizzano le lampade alogene. Una delle più diffusi
lampada è la UHP (ltra High Performance). Il fornitore della lampada, in
genere fornisce un circuito abbinato come driver della lampada, il quale
genera le tensioni e le forme d'onda richieste.
I proiettori più grandi utilizzano spesso le lampade allo xeno,
la stessa tecnologia usata per i proiettori a pellicola. Le lampade allo
xeno rendono piuttosto facile realizzare una buona riproduzione di
colore (le lampade alogene generalmente carenti di rosso), ma non hanno
un ottimo rendimento in termini di quantità di luce e non durano a
lungo.
Per lampada s'intende non soltanto il bulbo emettitore di luce ma il
modulo completo. La lampadina vera e propria è contenuta in un
riflettore ed il tutto è montato in un alloggiamento di sostegno
con i contatti elettrici per la ricezione dell'alimentazione. Il
disegno del riflettore è molto importante, poiché, quest'ultimo, deve
raccogliere la maggior quantità di luce emessa dalla lampadina.
Assomiglia ad un emisfero ma è solitamente ellittico o parabolico nella
sezione trasversale. Il riflettore proietta la luce della lampadina su
un altro componente ottico denominato integratore.
L'integratore può avere o la forma a "occhio di mosca" (chiamato così
perché la superficie si compone di elementi multipli in un allineamento
rettangolare, così come l'occhio di un insetto) o somigliare ad un tubo
trasparente. Il lato posteriore somiglia un asta di vetro rettangolare o
un tubo riflettente rettangolare. Lo scopo è di omogeneizzare e
modellare il raggio di luce che cade sui pannelli, assicurando
l'illuminazione uniforme di ogni pixel con la minor perdita
possibile di luce luce.
Una delle differenze sostanziali fra le varie tipologie digitali dei
proiettori è il numero di pannelli. I proiettori LCD ed LCoS usano quasi
sempre tre pannelli (uno per ogni colore rosso, verde e blu
costituente l'immagine). Qualche produttore ha realizzato dispositivi a
retroproiezione con tecnologia LCoS che usano soltanto un pannello. Nei
proiettori a tre pannelli, ogni pannello deve essere illuminato con la
luce colorata appropriata. Quindi, il proiettore deve includere i mezzi
per separare la luce bianca della lampada nei tre colori per poi
dirigerli verso i rispettivi pannelli . Ciò si realizza con una
combinazione di filtri dicroici, che riflettono i colori che non
trasmettono.
Anche alcuni proiettori (DLP™) usano tre pannelli (DMDs, in questo
caso) ma la maggior parte per uso domestico ne usa uno soltanto. Nei
proiettori a singolo DMD, le informazioni di colore rosse, verdi e blu
vengono applicate in sequenza sul DMD, così velocemente che l'occhio
fonde insieme le sequenze in un'immagine a colori reali e completi. Il
dispositivo deputato ad eseguire questa funzione è denominato rotella di
colore (color wheel). La luce bianca dalla lampada attraversa un singolo
settore della rotella, che gira per posizionare i differenti filtri
colorati nel fascio di luce in sincronizzazione con i dati di colore
presentati sui pannelli.